SAF successionali

Un metodo per ottenere agroecosistemi sostenibili è quello di imitare la struttura e le funzioni delle comunità naturali.

I SAF basati su questo principio sono anche chiamati analoghi o analog forests.

Tali sistemi hanno come principale riferimento le successioni naturali. Tale aspetto risulta molto importante soprattutto quando il contesto di applicazione è quello di terreni degradati che si vuole recuperare senza il ricorso a fertilizzanti, ammendanti o diserbanti, motivo per il quale sono anche chiamati “sistemi rigenerativi”.

Questa metodologia è stata studiata in particolare in ambito tropicale, dove gestioni poco avvedute hanno portato in poco tempo al degrado di estese aree agricole. Al contempo le condizioni climatiche di queste latitudini permettono, con opportune pratiche che assecondano e accelerano la ricolonizzazione naturale della vegetazione, di ripristinare un certo equilibrio e fertilità in tempi molto ridotti (5-6 anni) con effetti benefici sulle produzioni agroforestali. (Gosh E. 1992)

In particolare si fa affidamento sulla capacità miglioratrice del terreno delle piante pioniere che sono in grado di apportare nutrienti dagli strati profondi e arricchire il suolo di sostanza organica con un altro contenuto di azoto, favorendo così la proliferazione della fauna edafica (Peneireiro F.M. 1999). In seguito al raggiungimento della maturità delle piante pioniere e grazie alla loro intensa potatura è possibile dare spazio alle specie secondarie e infine a quelle definitive e più esigenti accelerando così il processo.

Le specie che costituiscono le successioni nei SAF analoghi sono le stesse dei sistemi spontanei o specie interessanti dal punto di vista produttivo, considerabili vicarianti delle specie che si trovano in natura allo stadio successionale che si intende riprodurre. L’intervento dell’uomo in tal senso è considerato alla pari dei disturbi naturali che partecipano in maniera determinante al dinamismo delle comunità vegetali, favorendo il succedersi dei differenti stadi e associazioni vegetali. La tendenza è quella ad ottenere sistemi stabili ed altamente diversificati e stratificati “analoghi” alla foresta climax.

In ambito temperato troviamo esempi che si rifanno a questi principi e che sono più spesso chiamati forest garden. Il forest gardening in ambito temperato segue i principi successionali e analoghi ma il sistema viene mantenuto ad uno stadio successionale intermedio rispetto alla foresta climacica, poiché a queste latitudini il massimo di biodiversità e di produttività, specie quella alimentare, si ottiene con sistemi forestali aperti più simili alle zone di radura e di ecotono. Mentre in ambito tropicale e subtropicale il riferimento è la foresta matura, in ambito temperato si ricercano stadi più giovani. A questo contribuisce senz’altro il ruolo di risorsa limitante giocato dalla radiazione solare, sia in termini di calore che di disponibilità fotosintetica.

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