esperienze di associazionismo forestale

In merito ad iniziative di associazionismo forestale per quanto riguarda il Piemonte si possono trovare informazioni relative all’alta Val Varaita in particolare legate all’iniziativa all’interno del quale l’associazione si inserisce ovvero del LABORATORIO NATURALE GESTALP  e della relativa cooperativa (vedi video).

 

da questo articolo sull’ associazionismo forestale nella provincia di trento si possono cogliere interessanti spunti. Sulla rete si può trovare anche lo statuto “Associazione Forestale Valle del Chiese” una delle associazioni in provincia di trento.

Quello che risulta chiaro è che l’associazione non è mai l’ente gestore delle superfici forestali ma piuttosto una struttura snella che permette in primo luogo una pianificazione associata delle risorse e in secondo luogo promuovere la creazione di iniziative in grado di valorizzare il patrimonio dei singoli grazie alla promozione della risorsa bosco locale nel suo complesso tramite l’organizzazione di  filiere locali.

 

 

 

finalmente si è costituita l’associazione Cornalin

L’8 maggio scorso è avvenuto l’atto costitutivo dell’associazione fondiaria Cornalin. I soci fondatori sono 14 di cui  2 soci sostenitori e 2 comuni (Lauriano e Tonengo).  Sono state fatte ancora alcune integrazioni allo statuto su proposta dei soci ed è stato eletto il direttivo. Il presidente dell’associazione é  il Piazzese Valentino Cha. Nei prossimi giorni la registrazione dell’atto costitutivo all’agenzia delle entrate e altre formalità del caso.

A che punto siamo

Lunedì e martedì i consigli comunali di Lauriano e Tonengo hanno approvato l’adesione all’associazione fondiaria Cornalin e potranno così partecipare come soci fondatori dell’associazione al pari degli altri proprietari.

Durante l’incontro del 16 aprile sono state raccolte le adesioni dei proprietari interessati, ma era necessaria ancora l’approvazione da parte dei consigli comunali per poter formalmente compiere l’atto costitutivo che sarà definitivamente e ufficialmente sottoscritto l’8 maggio prossimo. L’appuntamento è sempre alle ore 21 nella futura sede dell’associazione in via del Recinto 12.

Nel frattempo ne abbiamo approfittato per proseguire con la stesura di una proposta di regolamento che comunque dovrà essere discussa e approvata dall’assemblea dei soci non appena l’associazione verrà costituita. Molti futuri soci pensano che, una volta dotati di regolamento, sarà più facile coinvolgere nuovi proprietari poiché risulteranno più chiare e dettagliate le condizioni di conferimento e uso dei terreni.

E’ senza dubbio così ed è per questo che sarà necessario fare un piccolo sforzo per realizzare al più presto un regolamento con la collaborazione e i suggerimenti dei soci fondatori. Il regolamento potrà e dovrà comunque essere perfezionato di anno in anno sulla base dell’esperienza, delle difficoltà e delle necessità che si potranno via via incontrare. A tal proposito la proposta dei futuri soci è quella di porre in verifica il regolamento ogni 11 novembre in corrispondenza della fine dell’anno agrario e l’inizio di quello successivo.

Proprio per il fatto che si tratta di una situazione di transizione, legata alla fase di avvio dell’associazione, i soci hanno pensato di stabile che il conferimento dei terreni in questa fase non comporterà nessun impegno in termini di durata del conferimento e che l’associazione non stipulerà contratti di comodato dei terreni fino all’11 novembre 2014. Entro questa data i soci potranno dare conferma o meno del conferimento, che sarà in seguito soggetto alle norme contenute nel regolamento, approvato dai soci stesso.

Mercoledì 16 aprile atto costitutivo dell’Associazione Fondiaria Cornalin

Dopo diversi mesi di incontri e assemblee è stato steso lo statuto dell’associazione fondiaria che speriamo possa aver accolto le istanze e i suggerimenti di tutti. Mercoledì prossimo alle ore 21 nella ex scuola elementare di Piazzo (via del recinto 12 – Lauriano) si terrà l’incontro dei proprietari interessati ad aderire alla nascente associazione fondiaria Cornalin (COltivare Risorse NAturali Lavorando INsieme). I proprietati potranno prendere parte all’associazione firmando l’atto costitutivo ed eleggendo un direttivo. Nel primo anno il direttivo si occuperà sopratutto di allargare il numero di soci, di redarre un regolamento interno per il funzionamento dell’associazione ed un piano strategico di gestione dei terreni conferiti. Questi importanti documenti saranno oggetto di discussione ed in ultimo verranno approvati dall’assemblea dei soci.  Non ci resta quindi che augurarci un buon lavoro!

Terre de liens: uniti dalla terra, uniti per la terra

Da ormai più di un decennio esiste in Francia un’organizzazione chiamata “Terre de liens” (letteralmente: terra di connessioni). Oramai diffusa in tutto il territorio francese , l’organizzazione si occupa di raccogliere i risparmi di cittadini interessati a sostenere  e promuovere la diffusione di un’agricoltura ambientalmente e socialmente sostenibile e a facilitare l’accesso alla risorsa terra da parte di giovani agricoltori biologici e biodinamici. I risparmi dei soci vengono utilizzati per rilevare aziende agricole e acquistare terreni che vengono affidati ad agricoltori che praticano l’agricoltura contadina. Questi devono essere disposti ad accettare le condizioni poste dall’organizzazione sotto forma di un “contratto rurale ambientale“. Tali condizioni riguardano in particolar modo la gestione ecologicamente responsabile dell’attività agricola volta alla conservazione delle risorse naturali e possono toccare svariati temi come la conservazione di corridoi ecologici, la rotazione delle colture, il non inquinamento delle acque ecc. I risparmiatori che aderiscono all’iniziativa non hanno benefici diretti tramite la remunerazione del capitale investito, ma possono usufruire di sgravi fiscali corrispondenti alla cifra investita (previsti di anno in anno dallo Stato) e di benefici “indiretti” legati al miglioramento dell’ambiente, del paesaggio e della salubrità dei prodotti agricoli. A tal fine gli investitori possono scegliere a quale iniziativa e a quale territorio destinare i propri risparmi in modo da avere un effetto più diretto possibile sulla propria qualità della vita.

In merito all’applicabilità di tale esperienza nel contesto italiano si veda questo interessante articolo del Ceris (Istituto di Ricerca sull’Impresa e lo Sviluppo del Cnr, Moncalieri TO)

Riunione associazione Fondiaria venerdì 28 marzo

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un momento della riunione di venerdì 28 marzo

Ieri, nella ex scuola elementare di Piazzo, ora sede del seggio elettorale,  si è svolto un incontro preparatorio alla costituzione dell’associazione fondiaria, con molti partecipanti sia da Piazzo sia da Tonengo. Dopo un breve aggiornamento sul lavoro finora svolto abbiamo commentato insieme la proposta dello statuto per l’associazione. Non sono emersi grossi problemi se non la richiesta di una maggiore attenzione al tema delle strade e alla ricerca di strumenti atti ad arginare usi scorretti delle suddette strade. Il sindaco di Lauriano, Matilde Casa, ha spiegato come il Comune possa svolgere un ruolo di supporto per la realizzazione di un piano di manutenzione delle strade vicinali, che in mancanza dell’associazione avrebbe difficoltà a svolgere. Questo argomento ha dato spazio ad un certo scetticismo poiché, strade vicinali a parte, esistono alcune strade comunali secondarie (sterrate) che risultano

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la discussione prosegue animata anche a fine incontro

cronicamente dissestate. Il dubbio legittimo è: se già le strade comunali non sono manutenute, con quali risorse andremo ad intervenire su quelle vicinali?  Un’aiuto una tantum potrebbe venire da finanziamenti del PSR (Piano di Sviluppo Rurale), ma è necessario individuare forme di autofinanziamento che assicurino un piccolo ma costante budget annuale. A tale scopo lo statuto della nascitura associazione prevede la partecipazione di soci utilizzatori. Si tratta di soci non proprietari di terreni (motivo per cui non hanno diritto di voto in assemblea), ma che contribuiranno alla realizzazione dei progetti dell’associazione e contribuiranno con una quota associativa annuale calibrata in funzione dell’entità di superficie e delle caratteristiche dei terreni da loro utilizzati.

In ogni caso sarebbe opportuno che i Comuni si dotassero a loro volta di un piano di manutenzione delle strade che svolga una essenziale funzione complementare al piano redatto dall’associazione e che riguardi le strade private (vicinali e interpoderali). Ne va chiaramente della credibilità dell’amministrazione e di conseguenza dell’intero progetto.

tralasciando un attimo il problema delle strade, la volontà di molti dei proprietari presenti ieri sera è quella di dare il via a questa iniziativa con la creazione dell’associazione e di proseguire poi il lavoro con la stesura di un apposito regolamento che dia ulteriori e più dettagliate disposizioni sul funzionamento dell’associazione. E’ stata quindi fissata una riunione per il 16 di aprile per la firma dell’atto costitutivo da parte dei soci fondatori.

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la proposta di nome e relativo logo

Si è proposto inoltre di utilizzare gli spazi dell’ex scuola elementare di Piazzo come sede dell’associazione fondiaria, per la quale il nome proposto è AS.FO. CO.R.NA.L.IN.

AS.FO. sta per Associazione Fondiaria mentre CO.R.NA.L.IN. sta per COltivare Risorse NAturali Lavorando INsieme. E’ stato proposto questo nome perchè Cornalin in Piemontese significa Corniolo (Cornus mas), una pianta spontanea e coltivata molto diffusa in questa zona tanto da dare origine a diversi toponimi e persino soprannomi a chi, un tempo, la coltivava. I frutti del corniolo avevano molti utilizzi, tra cui la produzione di un vino leggero e rinfrescante particolarmente adatto ad essere bevuto d’estate. Chissà che questo non possa anche essere un suggerimento per una futura produzione tipica nei terreni dell’associazione?

Martino

Dalla sussistenza all’economia di mercato

Prima che la modernità e il sistema produttivo industriale conquistassero le basi delle economie occidentali, il  rapporto tra l’uomo e la natura si reggeva su un equilibrio fragile, talvolta ingiusto, chiaro e semplice. Fuori dal contesto urbano e dai centri abitati più grandi la vocazione principale degli abitanti locali è stata quella agricola ed estensiva almeno fino agli anni ’40 del secolo scorso.

Parlando di Lauriano e Piazzo, se escludiamo i ricchi proprietari di terre, signorotti locali fino alla caduta della monarchia e possidenti anche successivamente, i locali si dividevano in mezzadri, in pochi proprietari di piccole cascine e terre (i cosiddetti particolari), e i piccoli artigiani o persone dedite al commercio. I mezzadri erano costretti a cedere al proprietario della terra utilizzata la metà di ogni prodotto, agricolo o animale che fosse, e ad assicurare al padrone una serie di servizi extra. Era perciò molto difficile che arrivassero ad avere un capitale risparmiato. I piccoli proprietari invece avevano, a fronte della fatica del lavoro agricolo, la possibilità di risparmiare giorno per giorno un capitale da reinvestire per comprare altre terre o comunque per fare nuovi ma ben pesati investimenti.

Ovviamente la fatica e l’impegno delle varie famiglie di mezzadri e piccoli proprietari dipendeva anche dalla loro consistenza numerica. La mortalità infantile fino alla primi decenni del novecento è stata molto alta, e oltre le forme di contraccezione praticate era la stessa alimentazione scarsamente proteica a tener sotto controllo il numero delle nascite. Inoltre pare che in queste zone, fino alla prima metà del novecento vi fossero degli accordi informali di indivisibilità delle proprietà, simili al principio del maso chiuso (nelle famiglie numerose la proprietà veniva formalmente divisa tra tutti gli eredi ma spesso capitava che se ne sposasse solo uno e gli altri continuassero a vivere assieme come forza lavoro). Rispetto al maso chiuso questa regola era comunque applicata più elasticamente.

L’equilibrio tra uomo e natura si può quindi affermare che si fondasse su un’economia di sussistenza, in cui ogni famiglia aveva un’autonomia alimentare ed energetica quasi totale. La coltivazione degli orti, l’allevamento di qualche animale (maiale, mucca, galline) bastava al mantenimento di molte delle famiglie di queste zone. Poi vi erano famiglie più fortunate a cui prima accennavo, i particolari, che avendo un minimo di proprietà riuscivano a fatica a ricavarsi quel surplus di denaro da reinvestire.

Equilibri fragili sempre a rischio di rottura, per la morte dei membri produttivi delle famiglie, o degli animali da traino ad esempio (la perdita di un bue da traino era una tragedia). In quest’economia di sussistenza e scambio di fatto lo strumento denaro era decisamente marginale.

Con l’avvento delle cave e fornaci di calce e cemento in queste zone è arrivata prorompente la modernità nella prima metà del ‘900. Assieme alle prime fabbriche lo scambio in denaro ha sostituito poco per volta l’economia di scambio. La nascita dei grandi poli industriali a Torino ha attirato gran parte della popolazione locale, che da pendolari o emigranti interni ha iniziato a lasciare Lauriano e Piazzo, a lasciare lentamente le colture e la gestione dei territori, specialmente i più marginali. Il territorio ha quindi subito una lenta ma inesorabile condizione di abbandono. La prospettiva di uno stipendio fisso e di un monte ore lavorativo limitato era molto allettante per una popolazione che conosceva bene le fatiche della vita di campagna. Inoltre la mezzadria si è protratta legalmente fino agli anni ’70 incentivando di fatto lo svuotamento delle campagne. Con l’avvento infine dell’agricoltura meccanizzata negli anni sessanta e settanta sono stati favoriti solo i grandi investimenti produttivi, a sfavore delle piccole produzioni di qualità e della biodiversità locale.

In questa sede non si vuole demonizzare l’agricoltura industrializzata ma far riflettere sul fatto che i mutamenti repentini del sistema economico locale e globale hanno comportato, per gli effetti sopra elencati, l’abbandono di produzioni di qualità ortofrutticole e casearie preziose perché patrimonio economico e culturale unico. Da più parti si sente la necessità di reinvestire in questi terreni marginali proprio su queste produzioni, sia dal basso stimolando politiche locali a sostegno, sia intercettando i prossimi finanziamenti comunitari del PSR