esperienze di associazionismo forestale

In merito ad iniziative di associazionismo forestale per quanto riguarda il Piemonte si possono trovare informazioni relative all’alta Val Varaita in particolare legate all’iniziativa all’interno del quale l’associazione si inserisce ovvero del LABORATORIO NATURALE GESTALP  e della relativa cooperativa (vedi video).

 

da questo articolo sull’ associazionismo forestale nella provincia di trento si possono cogliere interessanti spunti. Sulla rete si può trovare anche lo statuto “Associazione Forestale Valle del Chiese” una delle associazioni in provincia di trento.

Quello che risulta chiaro è che l’associazione non è mai l’ente gestore delle superfici forestali ma piuttosto una struttura snella che permette in primo luogo una pianificazione associata delle risorse e in secondo luogo promuovere la creazione di iniziative in grado di valorizzare il patrimonio dei singoli grazie alla promozione della risorsa bosco locale nel suo complesso tramite l’organizzazione di  filiere locali.

 

 

 

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Terre de liens: uniti dalla terra, uniti per la terra

Da ormai più di un decennio esiste in Francia un’organizzazione chiamata “Terre de liens” (letteralmente: terra di connessioni). Oramai diffusa in tutto il territorio francese , l’organizzazione si occupa di raccogliere i risparmi di cittadini interessati a sostenere  e promuovere la diffusione di un’agricoltura ambientalmente e socialmente sostenibile e a facilitare l’accesso alla risorsa terra da parte di giovani agricoltori biologici e biodinamici. I risparmi dei soci vengono utilizzati per rilevare aziende agricole e acquistare terreni che vengono affidati ad agricoltori che praticano l’agricoltura contadina. Questi devono essere disposti ad accettare le condizioni poste dall’organizzazione sotto forma di un “contratto rurale ambientale“. Tali condizioni riguardano in particolar modo la gestione ecologicamente responsabile dell’attività agricola volta alla conservazione delle risorse naturali e possono toccare svariati temi come la conservazione di corridoi ecologici, la rotazione delle colture, il non inquinamento delle acque ecc. I risparmiatori che aderiscono all’iniziativa non hanno benefici diretti tramite la remunerazione del capitale investito, ma possono usufruire di sgravi fiscali corrispondenti alla cifra investita (previsti di anno in anno dallo Stato) e di benefici “indiretti” legati al miglioramento dell’ambiente, del paesaggio e della salubrità dei prodotti agricoli. A tal fine gli investitori possono scegliere a quale iniziativa e a quale territorio destinare i propri risparmi in modo da avere un effetto più diretto possibile sulla propria qualità della vita.

In merito all’applicabilità di tale esperienza nel contesto italiano si veda questo interessante articolo del Ceris (Istituto di Ricerca sull’Impresa e lo Sviluppo del Cnr, Moncalieri TO)