categorie di SAF

I principali tipi di sistemi Agroforestali possono essere classificati secondo diversi criteri tra cui:

  • l’uso del suolo prevalente (es. pascolo arborato o bosco pascolato);
  • l’organizzazione spaziale (alberi in file o sparsi) e temporale (improved fallow, ecc);
  • la zona agrocologica di appartenenza (mediterranei, tropicali, temperati );
  • criteri socio economici (es. sistemi a scopo commerciale o di sussistenza);
  • le  funzioni prevalenti svolte (produttive, ecologiche, culturali e sociali).

A seguire  si propone una  suddivisione secondo un criterio legato alle componenti che costituiscono i principali tipi di SAF:

  • sistemi silvoarabili (silvoarable)
  • sistemi silvopastorali  (silvopasture)
  • foreste per la raccolta di prodotti non legnosi (forest farming e Non Wood Forest Product )
  • strisce di protezione ripariali (riparian buffer strips)
  • maggese migliorato (improved fallow)
  • sistemi ad alberi multifunzionali (multipourpose trees)

 Sistemi silvoarabili

Si tratta di file di alberi ampiamente distanziate, con disposizione nelle interfile di colture annuali o perenni. La principale caratteristica di questi sistemi è caratterizzata dalla componente agricola, il cui raccolto avviene annualmente o con turni di alcuni anni nel caso di short rotation a scopo energetico. Questi sistemi adattandosi a utilizzazioni di tipo intensivo presentano in genere un grado medio alto di meccanizzazione. Questo rende necessaria una disposizione della componente arborea tale da favorire o quantomeno non ostacolare eccessivamente il passaggio delle macchine e ridurre quindi i costi di raccolta. La disposizione degli alberi è generalmente per file o sui confini del campo.

Un altro criterio che condiziona la distanza tra gli alberi e la loro disposizione è la richiesta di luce da parte della cultura annuale. Specie e varietà molto esigenti non consentiranno una densità elevata di piante arboree.

Si possono suddividere in:

  • alley cropping: file singole o raggruppate e ampie linee coltivate nelle interfile;
  • scattered trees: bassa densità di alberi a disposizione sparsa (non in file) su di una matrice di coltivazioni agricole;
  • line beltslinee di alberi o cespugli disposti a formare una barriera con diverse funzioni, tra cui quelle di frangivento e di confinamento. Questo genere di sistemi sono anche detti alberi fuori foresta (trees outside de forest).

Sistemi silvopastorali

Tali sistemi si distinguono per il ruolo svolto dalla componente animale.

I sistemi silvopastorali prevedono la combinazione di alberi con la produzione di foraggi e la pastorizia.

Una tipologia è costituita dal pascolo in bosco o in impianti arborei. In questo caso l’obiettivo principale è la produzione forestale, la cui componente presenterà di conseguenza una più alta densità e sarà associata all’allevamento estensivo di animali rustici o più o meno selvatici.

Foreste aperte o pascoli arborati invece prevedono una matrice prativa in cui alberi e arbusti possono svolgere una funzione complementare quali fonti di foraggio (foglie, frutti, gemme) e riparo per il bestiame. Sebbene secondaria anche in questo caso può essere rilevante la funzione di produzione legnosa (es. pascolo sotto lariceto), mentre in alcuni casi, soprattutto in parchi naturali, le funzioni ecologiche e paesaggistiche possono risultare prevalenti.

Se adeguatamente gestiti e con i carichi opportuni, gli animali al pascolo possono svolgere una funzione strategica per la conservazione della biodiversità. Studi approfonditi hanno dimostrato questo ruolo in differenti climi e habitat. (Hytönen 1995, Mosquera-Losada et al. 2005; Martinez-Jauregui 2007, Buttler et al. 2008)

1.1.3       Forest Farming

Questi sistemi si basano sulla raccolta dei così detti Non Wood Forest Products (NWFP) all’interno di popolamenti forestali più o meno naturali.

Si tratta in particolare della raccolta di prodotti spontanei, quindi non direttamente selezionati geneticamente dall’uomo, né oggetto di cure culturali quali semina, concimazione, ecc.   Tra questi prodotti possiamo elencare funghi epigei ed ipogei (tartufi), parti vegetali a scopo medicinale, miele, piccoli frutti e frutti da guscio, semi e foglie a scopo decorativo, selvaggina, alberi di Natale, gomma vegetale, cuori di palma, sughero ecc.

Come vedremo più in dettaglio nel paragrafo relativo a NWFP, questi sistemi svolgono un ruolo molto importante nell’ambito dell’agricoltura famigliare e di sussistenza, ma per alcuni particolari prodotti esiste un mercato nazionale ed e internazionale notevole. Ciò rende quantomai importante un’attività pianificatoria e di gestione supportata da informazioni di carattere tecnico scientifico relativo a tali prodotti, all’ambiente in cui si sviluppano, al loro ruolo nell’ecosistema di origine e agli effetti del loro sfruttamento.

Riparian Buffer strips

Si tratta di barriere costituite da vegetazione ripariale arborea e/o forestale poste a protezione dei corsi d’acqua e che separano questi ultimi dalle coltivazioni agricole.

Lo scopo principale è quello della protezione della qualità delle acque grazie alla funzione di filtrazione e depurazione delle stesse da parte delle piante tramite i loro apparati radicali e la trattenuta di possibili contaminanti provenienti dalle coltivazioni agricole. Tali formazione possono essere anche di tipo artificiale e possono avere un elevato valore economico (es. pioppicoltura).

Le formazioni ripariali possono essere associate al forest farming o a sistemi silvopastorali.

Altre funzioni da non sottovalutare sono quelle di corridoio ecologico e di aree rifugio e quella paesaggistica. Come per le Line Belts anche questi sistemi possono essere definiti come “Alberi fuori foresta”.

 Improved fallow

L’Improved fallow è  un sistema di maggese migliorato e miglioratore del suolo. Viene praticato con leguminose arboree ed arbustive a rapido accrescimento che possono apportare azoto al suolo.  Contemporaneamente tali colture possono eventualmente essere destinate ad una produzione legnosa (short rotations forestry) o di foraggio. In questi sistemi l’integrazione di colture arboree e di colture annuali avviene nel tempo anziché nello spazio.

Multipourpose trees

Gli alberi a duplice o triplice attitudine o più in generale ad attitudine multipla sono alberi disposti in maniera sistematica o random in campi coltivati e pascoli.

Secondo questa definizione questo tipo di sistemi possono apparire molto simili a sistemi silvoarabili. La differenza sostanziale è costituita dal fatto che in questo caso gli alberi svolgono una funziona principalmente agronomica e la funzione forestale, costituita dalla produzione legnosa, è una ulteriore fonte di reddito che si aggiunge alla fine del ciclo produttivo.

Spesso inoltre sono sistemi di tipo tradizionale, scarsamente meccanizzati, sia estensivi su ampie superfici, che intensivi su piccole superfici, associati ad esempio a produzioni di tipo orticolo.

Questi sistemi hanno in passato svolto un ruolo fondamentale per la sopravvivenza delle comunità rurali e rappresentano tuttora uno strumento fondamentale per l’agricoltura contadina e famigliare e la sovranità alimentare.

Nei climi tropicali e subtropicali i cosiddetti sistemi multistrato svolgono funzioni simili  ma, per la maggior disponibilità e varietà di specie tipica di questi climi, assumono una struttura più complessa e stratificata da cui deriva il nome. Questa organizzazione spaziale di colture arboree arbustive annuali e perenni permette, nei sistemi multistrato, di limitare l’impoverimento cui sono facilmente soggetti i suoli delle regioni tropicali, grazie ad una maggiore e costante copertura arborea, permessa anche dai minori problemi relativi alla competizione per la luce che invece troviamo nei sistemi temperati.

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