Associazione Fondiaria Cornalin

Per una proposta di gestione che possa valorizzare al meglio le potenzialità di un territorio occorre innanzitutto provvedere all’accorpamento di aree gestibili omogeneamente. Le finalità di tale accorpamento  sono la conservazione della biodiversità e la conservazione del territorio nei suoi aspetti paesaggistici fondamentali al fine di garantirne la fruibilità e contestualmente innescare processi di recupero produttivo delle aree e di tutto l’indotto che ne consegue.

Nell’ambito della ricerca sono state valutate diverse opportunità. Sulla base delle esigenze espresse durante interviste e colloqui informali  dai proprietari, dall’amministrazione comunale, dalle imprese agricole locali, ecc. si è scelto di concentrare gli sforzi sulla proposta di un’associazione fondiaria.

Bisogna dire prima di tutto  che tale particolare tipologia di associazione non è al momento riconosciuta dal codice civile italiano per cui la tipologia associativa a cui fare  riferimento è quella dell’associazione di promozione sociale.
Al contrario in Francia le associazioni fondiarie sono riconosciute e, in particolare quelle pastorali, esistono ormai da decenni.
Le associazioni fondiarie sono libere associazioni tra i proprietari, dove il comune si fa garante nei confronti dei vari proprietari per recuperare e utilizzare al meglio le proprietà oggi abbandonate o scarsamente utilizzate, creando un’unità gestionale unica, sufficientemente ampia da poter essere utilizzata.

In Francia l’elemento di forza che ha permesso la diffusione dell’associazione fondiaria, in particolare nei contesti Alpini caratterizzati da pericolose dinamiche di spopolamento e di elevato frazionamento fondiario, è stata la possibilità delle amministrazioni comunali di imporre la gestione dei territori per mantenere il decoro del paesaggio e per garantire la sicurezza del paese, ad esempio rispettando le norme anti incendio, prevenendo le possibili cause dei dissesti idrogeologici, o altri pericoli che possono derivare dall’incuria del territorio. In questo caso i soggetti che non aderiscono devono comunque impegnarsi a gestire in modo autonomo il terreno di loro proprietà.
Nei confronti dei terreni di cui i proprietari non manifestano la loro titolarità il comune provvede a gestirne nel modo migliore la superficie, facendosi garante che nessuno possa usucapire la proprietà.

Nel contesto Italiano le associazioni fondiarie, volendo rimanere nell’ambito  delle associazioni senza fini di lucro, possono essere create rispettando alcune fondamentali condizioni:

  • l’associazione pur essendo destinata in particolare ai proprietari di un determinato territorio è aperta a tutti i cittadini che ne condividano gli obiettivi statutari.
  • L’associazione deve darsi una struttura democratica secondo le regole previste in materia.  In particolare  ogni socio ha gli stessi diritti (es. una testa un voto).
  • Eventuali entrate economiche dell’associazione non possono in alcun caso essere ripartite tra i soci. Questo vale anche per eventuali affitti dei terreni conferiti dai soci.
  • Sono possibili attività economiche purché marginali (massimo 49% delle entrate annuali) e a fronte dell’apertura di apposita partita IVA. La messa in affitto dei terreni conferiti dai soci si configura come attività commerciale.
  • Se l’associazione non dispone di partita IVA può stipulare contratti di comodato d’uso gratuito con aziende o privati interessati ad utilizzare i terreni dell’associazione. Tali contratto possono prevedere condizioni precise quali la manutenzione dei terreni utilizzati e delle strade di accesso. Se tali contratti sono stipulati con i soci dell’associazione questi ultimi possono in alternativa sottoscrivere donazioni destinate a sostenere le spese di manutenzione sopra citate.
  • L’associazione  può attivare servizi o realizzare produzioni rivolte ai propri soci purché tali attività non siano finalizzate alla realizzazione di utili. A tale scopo i soci possono partecipare tramite libere donazioni alla copertura dei costi sostenuti dall’associazione. Tali costi possono prevedere, qualora risulti necessario, la retribuzione di prestazione lavorative.
  • Le cariche associative non possono essere oggetto di retribuzione. I soci possono essere rimborsati per le spese sostenute durante attività dell’associazione. Gli stessi possono svolgere attività lavorative retribuite dall’associazione purché queste abbiano carattere occasionale.

Articolo Dislivelli  Creare un’associazione fondiaria? Si può

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