contenuti e obiettivi della ricerca

Titolo

“Aumentare la resilienza dei sistemi socio-ecologici ripristinando la connessione tra il territorio e le comunità: studio di forme di Community Based Natural Resource Managment (CBNRM) e sviluppo di una metodologia per la loro progettazione e monitoraggio”

Obiettivi
1- Studio di forme di gestione comunitaria di ampie aree agricole e forestali in condizioni di abbandono e marginalità economica tramite sistemi agroforestali dinamici in grado di svolgere servizi ecosistemici.
2- Incontro tra i bisogni (beni e servizi) delle comunità locali e delle potenzialità dai sistemi naturali locali al fine di aumentare la resilienza dei socio-ecosistemi ai mutamenti economici e climatici.
3- Sperimentazione di nuove forme di consulenza alle amministrazioni locali con approccio “proattivo”.

Il contesto
L’abbandono delle zone rurali a favore di quelle urbane per accedere a lavoro e servizi ha prodotto grandi agglomerati urbani dove spesso sussistono cattive condizione ambientali causate dall’inquinamento diffuso e dalla elevata antropizzazione. A partire dalla fine degli anni ‘70, la ricerca di una forma di compensazione a tali condizioni ha dato luogo al fenomeno dello sprawl periurbano verso le aree rurali di più facile accesso associato a forme di pendolarismo lavorativo (Magnaghi, 2000). Trattandosi di un fenomeno limitato all’insediamento abitativo questo non ha di fatto invertito la tendenza all’abbandono delle risorse agroforestali nelle aree marginali che, negli anni ha causato gravi dissesti idrogeologici, il progressivo collasso delle zone boscate non più gestite e un generale impoverimento del paesaggio rurale (Ramanzin et al., 2009). Un’instabilità destinata ad essere ulteriormente aggravata dai mutamenti climatici sempre più marcati e dalla diffusione incontrollata di specie vegetali esotiche infestanti.
Recentemente, un nuovo fenomeno di ritorno consapevole ai territori rurali che potremo riassumere con il termine di neoruralismo, ha portato nuove progettualità ed energie in questi territori (Corrado, 2013). Le attività imprenditoriali nate in questo contesto, pur conservando un carattere di tipo pionieristico e tra i numerosi ostacoli di tipo burocratico e legislativo, hanno in molti casi riscontrato successi economici degni di nota. Queste iniziative si sono distinte all’interno del mercato per la forte valenza ambientale e sociale incarnando più o meno inconsapevolmente un sogno sempre più diffuso di un profondo ritorno alla natura e ai suoi ritmi.
Oggi i vantaggi offerti dal contesto urbano a causa della crisi economica ormai consolidata vengono meno, così lo sguardo di giovani e non solo, verso i territori rurali si fa più insistente e l’esperienze di successo sopra citate sono guardate con interesse. Le complesse condizioni fondiarie e la difficoltà di accesso alla risorsa terra, la mancanza di capitali da investire e di conoscenze possono risultare un ostacolo solo in parte superato grazie dalla creazione di reti informali di solidarietà e di scambio di conoscenze, energie e risorse. Il limite dello spontaneismo e delle iniziative a carattere privato è dato dalla difficoltà di raggiungere una visione sistemica in grado di incidere in maniera diffusa ed organica, di cogliere i vantaggi offerti dalle economie di scala e di superare ostacoli complessi di ordine sociale e culturale legati alla naturale diffidenza delle comunità locali verso iniziative fuori dall’ordinario e di origine allogena.

Definizione della ricerca
Nel contesto dei cambiamenti sociali, delle politiche ambientali e delle le sfide che dovranno affrontare le società rurali, in Piemonte come in Europa, nei prossimi anni, lo studio intende indagare sulle possibilità offerte dai sistemi di Community Based Natural Resource Managment (CBNRM) è il loro ruolo nell’assicurare fondamentali servizi-ecosistemici (de Groot et al 2010) e per favorire la resilienza stessa dei sistemi socio-ecologici (Fernandez-Gimenez et al., 2008). I Sistemi Socio-Ecologici (SES) sono sistemi complessi poiché si basano sull’interazione di fenomeni ecologici, economici e sociali, che non possono essere studiati in isolamento e richiedono un approccio sistemico (Petrosillo et al., 2004)
Tramite indagini accurate a carattere socio ambientale volte ad identificare esperienze e specificità locali lo studio esplorerà la gamma di soluzioni messe in atto o ideate da chi vive e amministra i diversi territori oggetto di studio, dai professionisti e dall’accademia, proponendone una sintesi. Questo sarà reso possibile anche grazie agli studi avviati nel quadro di collaborazioni interdisciplinari all’interno dell’Ateneo torinese (Battaglini et al 2013).
La ricerca avrà un carattere applicativo sviluppandosi da un caso studio realizzato nell’ambito di due differenti tesi di laurea magistrale in ambito agroforestale (oltre ed una triennale a carattere naturalistico in fase di stesura). Il caso studio riguarderà il comune di Lauriano Po (provincia di Torino) e le sue aree marginali collinari in stato di abbandono e degrado. L’amministrazione comunale ha già intrapreso un percorso volto ad invertire questa tendenza tramite l’avvio di forme di gestione associata di boschi ed ex coltivi di proprietà privata e comunale. In tale contesto sarà messa a punto e sperimentata una metodologia di progettazione partecipata di un piano agroforestale su base comunitaria la cui gestione coinvolga in varie forme la comunità locale.
Il lavoro sarà svolto grazie ad un’approfondita analisi della letteratura disponibile in materia relativa alla gestione dei beni collettivi (Ostrom 1990) in particolare alle soluzioni gestionali e alle pratiche di adaptive management (Holling 1978) e del social learning (Keen et al. 2005). Saranno inoltre studiati gli specifici indicatori di monitoraggio adottati nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale Regionale e di altre politiche a vari livelli e in diversi contesti geografici con particolare attenzione ai casi di applicazione di sistemi collettivi di monitoraggio.
Verrà anche condotta un’indagine sul territorio Piemontese per identificare aree rurali in condizioni di marginalità nei quali la metodologia sperimentata potrà essere trasferita. L’indagine verrà effettuata sulla base dell’incrocio tra i parametri di marginalità adottati dall’Unione Europea e con altri parametri appositamente studiati in collaborazione con professionisti (dottori agronomi e forestali) e studiosi di diverse discipline (alpicoltura e pastoralismo, antropologia sociale, geografia , ecc.). Grazie alla rete di relazioni instaurate dal Dipartimento coinvolto sarà promossa l’attivazione di tesi che possano contribuire allo sviluppo dello studio anche nelle relazioni con i temi dell’antropologia sociale.
in particolare la ricerca affronterà i seguenti quesiti:

  • A quali vantaggi e svantaggi sociali ed ecologici possono dare luogo i CBNRM?
  • Quali ostacoli culturali, burocratici ed economici possono impedire lo sviluppo di tali sistemi?
  • Quali soluzioni gestionali e tecniche agroforestali possono adattarsi meglio ai CBNRM?
  • Quale ruolo possono giocare e con quali strumenti i professionisti e i tecnici possono facilitare il processo di progettazione sviluppo e implementazione di tali sistemi?
  • Quale preparazione tecnica devono avere gli operatori di tali complessi sistemi altamente multifunzionali? Quali farming styles e quali attitudini si adattano meglio a tale contesto?
  • Quali politiche e misure possono offrire sostegno a tali sistemi?
  • Quali indicatori di monitoraggio si adattano meglio a descriverne le ricadute sociali e ambientali?

Questo al fine di valutare la praticabilità di soluzioni a scala territoriale basate sui seguenti elementi:

  • ricomposizione fondiaria basata su forme associative volta ad ottenere la gestione unitaria ed estensiva di ampie aree ora abbandonate, grazie alla funzione di garante svolta dalle amministrazioni locali e al ruolo attivo di cittadinanza e proprietari nel determinarne le destinazioni
  • d’uso e garantirne l’uso responsabile (la proprietà da esclusività d’uso si trasforma in ruolo di garanzia volto a proteggere il patrimonio locale per le future generazioni).
  • Progettazione di sistemi agroforestali multifunzionali in grado di garantire nuovamente la funzionalità ecologica sociale ed economica degli agro-silvo-ecosistemi con particolare attenzione ai sistemi silvo-pastorali.
  • Creazione di nuove realtà imprenditoriali basate su di un approccio cooperativo tra i partecipanti in grado di valorizzare energie, capitali e conoscenze interne alle comunità locali ma anche di accogliere progettualità e capitali sociali ed economici esterni.
  • Creazione sistemi locali in grado al contempo di svolgere un ruolo di riferimento per comunità umane più ampie che possano riconoscersi e interagire in termini valoriali con il territorio diventandone in varie forme parte integrante tramite il “prendersene cura”.
  • Forme di progettazione partecipata dei sistemi di CBNRM, di gestione adattativa tramite il monitoraggio collettivo e il social learning.
  • Approccio aperto all’inclusione di realtà imprenditoriali di nicchia come di quelle mainstrem con l’obbiettivo di ottenere ricadute su una fetta più ampia possibile della società e del mercato.

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