Citizen Science, ricerca scientifica condivisa

Biodiversità. Conservazione della natura. Gestione sostenibile delle risorse naturali.
Parole che sbucano un po’ dappertutto, ma quanto siamo coscienti del loro significato e dell’influenza che hanno sul territorio in cui viviamo e sulla qualità della vita?
La Citizen Science ovvero la “Scienza dei Cittadini” offre l’opportunità alle persone di toccare con mano questi argomenti e comprenderli sporcandosi le mani in attività di ricerca sul campo.
Contare e identificare animali come farfalle o uccelli, annotare le fase fenologiche delle piante, controllare lo stato dei corsi d’acqua sono solo alcuni esempi possibili di come i cittadini possono aiutare gli scienziati nella raccolta dei dati.
Il coinvolgimento dei volontari in questi progetti permette quindi agli scienziati di disporre di un numero elevato di dati distribuiti su vaste aree, cosa molto importante in studi a carattere ecologico in cui vengono studiati ad esempio la distribuzione delle specie o l’andamento delle popolazioni.
Dall’altra permette ai cittadini di conoscere il territorio, i suoi processi e problematiche e come queste possano essere studiate e misurate per prendere decisioni politiche consapevoli di gestione del territorio.
Uno degli aspetti che rende così interessante la Citizen Science è proprio la sua capacità di legare un’autentica ricerca scientifica con l’educazione ambientale.
In Nord Europa e Stati Uniti questa metodologia è ormai molto diffusa e sviluppata, per esempio nel Regno Unito sono vari e numerosi  i progetti, spesso diffusi su scala nazionale, come ad esempio il “Programma di monitoraggio delle farfalle in UK” , dove volontari singoli o riuniti in associazioni, seguendo un collaudato sistema applicabile anche dai meno esperti, possono contribuire alla raccolta e alla condivisione  dei dati relativi al monitoraggio.
Il progetto ha monitorato i cambiamenti nell’abbondanza di farfalle in tutto il Regno Unito dal 1976. Da allora i registratori hanno fatto circa un quarto di milione di visite settimanali a più di 1500 siti diversi, camminando per più di mezzo milione di chilometri e contando oltre 16,4 milioni di farfalle!
Tutto ciò ha permesso di capire molto sull’ecologia di questi animali che, oltre ad esercitare un certo fascino sugli esseri umani, sono anche importanti indicatori ambientali che permettono di comprendere l’andamento generale della biodiversità. Anche in Italia sono stati avviati alcuni progetti tra cui CSMON-LIFE progetti di Citizen Science sulla biodiversità finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma LIFE+ e che interessa le regioni Lazio e Puglia.

Nel video una ricercatrice statunitense sostiene come le persone possano essere potenti agenti di cambiamento e dimostra che usando il potere della Citizen Science ognuno di noi personalmente ha la capacità di combattere il degrado ambientale e il cambiamento climatico.

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