Biodiversità e gestione del territorio non sono sempre in conflitto

vanessa io

La costante perdita di biodiversità in atto ha conseguenze profonde  per gli ecosistemi e per il benessere umano, che beneficia dei loro servizi. In Europa questo fenomeno ha tra le principali cause il cambiamento nell’uso delle terre agricole sia per l’uso sempre più intensivo sia per l’abbandono delle terre meno redditizie e marginali.Una stima indica come  il 50% delle specie in Europa dipendano da habitat agricoli.     Per questo motivo le politiche europee per la conservazione della biodiversità comprendono anche misure per un utilizzo sostenibile degli agro-ecosistemi.

L’abbandono delle zone utilizzate a pascolo provoca la perdita delle specie adattate ad ambienti aperti, come dimostrato dall’ andamento negativo della popolazione di farfalle dei prati o di alcune specie di uccelli. Questo fenomeno viene osservato in particolar modo per le aree marginali montane e collinari che sono le più coinvolte nei fenomeni di sviluppo di boschi di neoformazione.

La biodiversità trae benefici dai sistemi silvopastorali, poiché essi creano differenti condizioni ambientali per quanto riguarda la struttura della vegetazione, l’ombreggiamento o l’umidità. Inoltre questi sistemi preservano e arricchiscono la diversità del paesaggio e creano corridoi che favoriscono il movimento degli animali contrastando così la frammentazione degli habitat.

Gestire un territorio deve quindi prefiggersi tra gli obbiettivi la conservazione e l’aumento della biodiversità. Per poter valutare se le pratiche che si mettono in atto hanno effetti positivi e con lo scopo di monitorare e correggere la gestione del territorio si può elaborare un piano di monitoraggio faunistico.       Questa progettazione è stata l’oggetto della mia tesi di laurea in Scienze Naturali (dal titolo “Progetto di monitoraggio faunistico del piano di gestione agro-forestale del comune di Lauriano”).                      
Per prima cosa è importante scegliere gli indicatori ambientali appropriati. In generale un indicatore ambientale può essere definito come un parametro o un valore misurabile, che avendo una stretta relazione con un fenomeno o un cambiamento ambientale, fornisce indicazioni su quest’ultimo nella sua totalità anche se ne rappresenta solo una parte. Gli indicatori ambientali possono utilizzare parametri chimici fisici o biologici.

Per quanto riguarda i parametri biologici questi vengono definiti bioindicatori e consistono in taxa particolarmente legati ad aspetti ambientali, ad esempio i licheni utilizzati per valutare lo stato dell’inquinamento dell’aria. Gli indicatori biologici di biodiversità sono taxa la cui diversità riflette la biodiversità in generale. A questo scopo sono stati analizzati i principali indicatori utilizzati nell’ambito degli agro ecosistemi, in particolare approfondendo l’utilizzo di lepidotteri ropaloceri, avifauna e coleotteri carabidi.

Una  delle principali caratteristiche  per la scelta di un bioindicatore è la potenzialità del gruppo animale preso come riferimento di rappresentare con il proprio andamento quello della biodiversità in generale, inoltre questo andamento deve essere il più strettamente correlato con le determinanti ambientali per dare indicazioni sulla bontà delle pratiche messe in atto. Carabidi e lepidotteri si prestano a valutare cambiamenti di gestione anche di piccoli appezzamenti mentre gli uccelli grazie alla loro mobilità si adattano a fornire informazioni su più ampia scala. Per tutti e tre i gruppi si è dimostrato il forte legame con le determinanti ambientali che causano veloci modificazioni nei trend delle popolazioni e nella composizione della comunità.

In base a queste considerazioni è stato proposto un piano di monitoraggio che si articola su due livelli. Un controllo spaziale potrà essere effettuato per confrontare le aree gestite con le nuove pratiche e le aree corrispondenti su cui non sono state ancora effettuate, mentre un controllo temporale potrà registrare gli effetti generali della gestione sulle popolazioni di carabidi, lepidotteri e uccelli.

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