Salvaguardia del territorio. I proprietari

Vista di Piazzo, dalla torre di Cascina la Giustizia

Nelle scorse settimane ho avuto modo di parlare con diversi proprietari di terreni nel comune di Lauriano. Con qualcuno ho avuto la fortuna di intrattenermi per il tempo di un’intervista, con altri ho avuto solo l’occasione di scambi di pareri spontantei, di discorsi colti indirettamente. Per quello che ho potuto ascoltare, posso dire che il tema della salvaguardia del territorio è molto sentito dalla popolazione residente di Piazzo e Lauriano, specialmente dai residenti proprietari di terreni ma anche dai proprietari che risiedono fuori dal comune e conservano un attaccamento sincero  alle terre che i loro genitori coltivavano con fatica, pazienza e caparbietà.

I motivi per cui certi terreni in zone più marginali sono stati sempre meno utilizzati sono molti, tra i tanti: abbandono delle attività contadine perché poco redditizie e impegnative, emigrazione, meccanizzazione dell’agricoltura e incentivazione istituzionale solo alla grande produzione, calo della produzione, investimenti produttivi sbagliati, disinteresse delle amministrazioni passate.

E’ parere diffuso tra i proprietari intervistati che negli anni passati la questione della salvaguardia delle zone marginali e più in generale della gestione del territorio non abbia trovato spazio nell’agenda politica delle scorse amministrazioni né nell’iniziativa di collettivi di privati cittadini.

Impronte di cinghiale

La proposta dell’Associazione Fondiaria è un’opzione forse in grado di offrire ai proprietari uno strumento per gestire collettivamente questi terreni molto frammentati tutelandone comunque la proprietà. Lo strumento delle Associazioni Fondiarie in Francia funziona già da tempo e sta dando i suoi risultati in termini di gestione dei terreni marginali. Essendo l’Associazione una libera aggregazione di privati (in questo caso con la partecipazione dei comuni di Lauriano e Tonengo), ogni scelta e ordine di indirizzo su come gestire i terreni conferiti sarà decisa ed attuata dalla volontà dei componenti dell’Associazione e non calata dall’alto.

Vi sono quattro tipi di proprietari. I proprietari residenti che vivono quotidianamente il territorio di Lauriano-Piazzo e ne vedono le modificazioni nel tempo. Quasi tutti i residenti in età lavorativa sono impegnati tutto il giorno fuori Lauriano a parte un’esigua minoranza che lavora in zona perché ha un’attività agricola, piccoli esercizi commerciali o lavora in Luxottica o in caseificio (fabbriche della zona). Vi sono poi i proprietari non residenti legati affettivamente a queste zone, che spesso tornano nei fine settimana nelle case di famiglia in paese (tra questi qualcuno ancora segue delle piccole coltivazioni nei propri terreni). Poi vi sono i proprietari non residenti che sono lontani da Lauriano-Piazzo da tempo e non hanno quasi più un legame con la loro terra di provenienza, sanno anzi a malapena di essere proprietari di appezzamenti. Infine vi sono i proprietari per motivi di lontananza geografica e per mancanza di dati non si riescono a contattare.

La “Stra d’la” murusa dopo qualche giorno di pioggia

Le reazioni alla proposta di creare un’Associazione Fondiaria sono state molto diverse a seconda del tipo di situazione lavorativa, personale e famigliare in cui il proprietario si trova. Tuttavia si possono indiduare quattro tipi di reazioni: di interesse e partecipazione attiva perché i terreni tornino ad essere gestiti, di interesse ma poca disponibilità a partecipare attivamente, di contrarietà e non disponibilità ad esperienze di gestione collettiva per sfiducia verso gli altri proprietari e verso l’amministrazione, di contrarietà e non disponibilità per un’idea estremizzata di proprietà privata. Ovviamente ogni reazione è legittima e frutto di storie personali particolari.

E’ opinione diffusa infine che il parere dei proprietari più scettici può cambiare solo se gli viene dimostrato che interventi pratici pianificati possono assicurare una gestione virtuosa dei terreni marginali.

Certo è che per partire con qualche iniziativa pratica è fondamentale la disponibilità di un nucleo di proprietari attivi e l’attenzione nonché il supporto pratico dell’amministrazione.

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