Memoria condivisa, consapevolezza collettiva, basi per i futuri interventi

Monviso. La vista unica dal Ricetto di Piazzo

Monviso. La vista unica dal Ricetto di Piazzo

Sono ormai trascorse cinque settimane da quando ho avuto la fortuna di poter essere ospite delle comunità di Piazzo – Lauriano.

Un tempo accettabile per iniziare ad avere qualche idea delle peculiarità del territorio, della composizione della popolazione, della gestione paziente e sapiente che le generazioni passate praticavano, del mutare della condizione economica locale dagli anni ’20 del secolo scorso ad oggi.

Gli abitanti del luogo modellano due volte il territorio in cui vivono: intervenendo direttamente sull’elemento naturale, con colture, allevamenti, taglio legna, raccolta dei tartufi, e immaginandolo: così lo descrivono per come gli è stato raccontato dai nonni, per come lo vedono, per come lo vivono, per come vorrebbero che fosse.

Ho parlato con donne e uomini che amano il territorio di Piazzo e Lauriano, che ne conoscono i segreti, gli anfratti, i caratteri delle persone, che sanno dove scorrono le vene d’acqua di falda, che sanno l’arte del cercare i tartufi. Su questa sapienza, integrata delle tecnologie di cui possiamo disporre oggi, si possono e si devono installare circuiti virtuosi di gestione dei terreni abbandonati.

Museo Contadinerie di Lauriano

Ho avuto modo di parlare con Luigi Baroetto che, pur essendo di Lauriano, ha una visione ad ampio raggio del territorio, e soprattutto ha la passione per la sua terra e nel raccontarla. Di suo pugno, e della sua moglie Rosa purtroppo scomparsa, sono il preziosissimo libro Ricordi di Lauriano, un’appassionante resoconto della storia, della società, della cultura contadina di Lauriano. Sempre di Baroetto “Il museo delle contadinerie di Lauriano“, museo fortemente voluto dallo stesso Baroetto e dal suo fratello falegname e restauratore Arturo. Ancora dei coniugi Baroetto “Lauriano le sue Chiese nel tempo“, un racconto approfondito sulle Chiese che sorgono sul territorio di Lauriano, “Il prezzo della libertà“, una raccolta  delle esperienze dirette dei deportati laurianesi e piazzesi durante la seconda guerra mondiale, nonché esperienze di lotta partigiana, ed infine il breve volume dedicato al Romitorio di Lauriano.

Di grandissima utilità nel comprendere Piazzo, le sue radici e le sue possibili prospettive future è stato il lavoro immenso di Camillo e Francesco Vaj, “Piazzo… Una molta magnifica communità…“: lavoro condotto con dovizia di particolari e metodo.

Borgata Valletta

Borgata Valletta

Poi in un incontro con la famiglia Bertolina, che generosamente mi ha accolto nella cascina della Valletta, ho appreso particolari per me incredibili, ma veri: alla Valletta la luce è arrivata negli anni ’70… La signora Bertolina mi ha raccontato poi la sua storia, il suo arrivo dal Veneto come tanti altri, negli anni ’50, del suo amore per la natura e per i cani, dei suoi parenti rimasti in Veneto che la chiamavano la Prigioniera (scherzando sul fatto che vivesse in mezzo ai boschi), dei tentativi anche falliti di piccola pastorizia (per una cattiva gestione del gregge da parte del pastore a cui la famiglia aveva dato la disponibilità di alcuni terreni).

Elio Rosso a lezione di frutticoltura

Un altro incontro prezioso è stato quello con Elio Rosso, che dalla pratica di anni di frutticoltura ha dimostrato concretamente che l’esposizione delle colline su cui nascono il Piazzo e le sue borgate, l’umidità minore rispetto a Lauriano, la composizione della terra, permetterebbero la creazione di attività produttive di prodotti ortofrutticoli di ottima qualità. Certo elementi indispensabili sono un budget minimo di investimento iniziale, il ripristino delle reti di pozzi d’acqua presenti ma non più visibili, l’accesso ai terreni, e tanta buona volontà.

Piazzo ha tante possibilità, non da poter risolvere nell’immediato e totalmente i problemi di occupazione e abbandono del territorio, ma sicuramente da poter innescare dinamiche in quella direzione. Così come un ciliegio ci mette tre anni per entrare in produzione a pieno regime così percorsi di questo tipo hanno bisogno di tempo e investimento di competenze.

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